Tesla, i guai non finiscono (ANSA) - electricmobility
La Tesla non vive un momento esaltante per ciò che riguarda la sua immagine e l’ultima notizia può davvero creare inconvenienti all’azienda di Elon Musk.
Progenitrice del concetto di auto elettrica, la Tesla è simbolo di avanguardia tecnologica. Nonostante ciò nel corso dei tempi recenti la sua diffusione è stata messa a dura prova dall’adattarsi dei vari marchi alla trasformazione green e al sorgere di molte aziende, soprattutto nel mercato asiatico, pronte a garantire le medesime sicurezze ma a prezzi del tutto inferiori. Al di là della temibili dei competitor, la Tesla ha subito il contraccolpo di alcune prerogative non del tutto rispettate.
Negli Stati Uniti, infatti, si stanno riscontrando dei problemi circa l’autonomia delle vetture elettriche dell’impresa di Elon Musk. Di per sé, per ciò che concerne le auto elettriche, il principale cruccio è il numero dei km che si possono percorrere fra una ricarica e un’altra. Lo diventa ancor di più se la realtà non rispetta le premesse iniziali.
In realtà di recente la Tesla ha aggiornato il proprio sito internet per il mercato americano, inserendo le nuove autonomie EPA. Più basse rispetto alle quote abituali. Tuttavia, l’azienda sta cercando di difendersi, sottolineando che in realtà gli hardware delle Tesla non sono stati cambiati. Bensì è stata l‘EPA ad aver modificato le modalità di calcolo dell’autonomia stimata degli EV.
Il motivo di questa rivisitazione del metodo di calcolo è dovuto al fatto che in generale le aziende vengono accusate di dichiarare un’autonomia non autentica, bensì leggermente superiore rispetto a quella reale. Ciò genera sfiducia da parte dei clienti, che si ritrovano ad avere meno km a disposizione rispetto a quelli promessi. Tuttavia, la difesa da parte di Tesla non è scorretta. Le case produttrici, infatti, – pur consapevoli di quanto accade con i test EPA – non possono autonomamente alterare i test. Le autonomie sono dichiarate in base a questi stessi, realizzati internazionalmente.
Negli USA si chiamano EPA, mentre i test in Europa fanno uso degli standard WLTP, in Cina si fa affidamento sui CLTC, che pare essere il sistema più “generoso” in termini di calcolo. Siccome il sistema EPA è stato di recente modificato affinché sia il più reale possibile, le autonomie Tesla risultano essere calate drasticamente ma vale anche per gli altri marchi. Al momento i nuovi dati, per ciò che concerne l’azienda di Elon Musk, riguardano la Model Y, la Model S e la Model X. Le autonomie della Model 3 e del Cybertruck per ora sono le uniche rimaste invariate.
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